Appunti dal viaggio di un emigrante

photo Eugenia Righi

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venerdì 14 agosto 2020, ore 21.15 - Ponte di Tiberio - Piazza sull'Acqua
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"Mi ricordo il giorno che emigrai; era mattina e c'era una nuvola in cielo che faceva un grande buco nero sulla facciata della chiesa. Mi ricordo un albero immenso e scortecciato, pieno di vento. Mi ricordo la notte, senza lume, il freddo che occupava tutta la casa all'infuori della cucina.."
 

Leggendo l'Emigrante di Nino Pedretti, mi sono ritrovata a bordo di una nave transoceanica ed ho cominciato a sentire una musica, un motivetto ritornante, piacevole e insistente che stuzzicava la mia fantasia. Ho cominciato quindi a cantarlo e poi a vedere l'orchestrina che lo suonava e da lì è iniziato questo viaggio della memoria dove la musica si unisce al ricordo di un uomo che ritorna nella sua terra dopo 50 anni di vita vissuta solo per metà.
Ma cosa rimane della terra d’origine, dentro gli occhi di un emigrante? Cosa risuona nella sua anima ferita e derubata?
A riempire le falle della memoria solo frammenti di sogni e di suoni a cui aggrapparsi per sopravvivere. La musica dunque è l’elemento centrale in questo lavoro in cui l’eco della lingua madre diviene l'atomo salvifico che colma le distanze ancestrali ed emotive per non perdere le proprie radici e riaccendere speranze e meraviglia.