Storia

 

 

Il 15 maggio 1841, dopo una serie di progetti elaborati da professionisti locali, viene incaricato del progetto per la realizzazione del Nuovo Teatro di Rimini l’architetto Luigi Poletti di Modena (1792-1869), illustre esponente della professione legato alla scuola neoclassica purista romana, avendo studiato nella città eterna, ed elaborando un proprio linguaggio di superamento dello stile purista.


L’opera è realizzata a spese del Comune e di una Società di azionisti, rappresentata dagli esponenti più in vista dell’aristocrazia e della borghesia, culturalmente legati all’esperienza napoleonica. Poletti progetta un Teatro all’italiana, ma con alcune significative varianti: la sala della musica ha quattro ordini e 23 palchi ciascuno, che lo porta a essere uno dei teatri più grandi d’Italia; il primo ordine di palchi è eccezionalmente a doppia altezza e supporta una soluzione a colonne giganti corinzie che sostengono direttamente la balaustra del loggione; il Teatro non ha il palco reale. Le istanze illuministe sono rappresentate dalle ampie scale circolari del Foyer, studiate secondo le esigenze di sicurezza e di comodità della società del tempo. Il Teatro nel suo insieme è riconosciuto come il suo capolavoro, sullo stesso piano della Basilica di San Paolo a Roma ed uno degli esempi più significativi del superamento del neoclassico della prima metà dell’ottocento.

Nel 17 marzo 1843 vengono consegnati i lavori all’appaltatore Pietro Bellini di Rimini. Il corpo di fabbrica del nuovo Teatro si imposta sull’avancorpo dell’antico fabbricato dei Forni settecenteschi affacciato sulla piazza della Fontana (attuale Piazza Cavour).


Negli anni 1843-1857 i lavori edili proseguono. Nel 1846 sono concluse le opere murarie, collaudate nel 1852. La spesa supera largamente le previsioni e il Comune è costretto a contrarre ingenti debiti. Per mancanza di fondi i lavori di completamento dell'opera riprendono nella primavera del 1854. L’architetto Poletti si avvale delle migliori maestranze per la realizzazione di stucchi e decori. Viene commissionato al pittore Coghetti il sipario storico raffigurante Cesare che attraversa il Rubicone.

Nell’estate 1857, il Teatro denominato Teatro Nuovo viene inaugurato con una memorabile stagione lirica da Giuseppe Verdi (unico caso in Italia), che presenta una nuova opera, Aroldo, composta appositamente.

Nel 1859 il Teatro è dedicato a Vittorio Emanuele II.

Nel 1898 viene realizzato nella sala da ballo al piano superiore, rimasta sino ad allora al grezzo, il cosiddetto teatro figlio (poi demolito) alzando due ordini di gallerie e sistemando il palcoscenico fra i piani delle scale.

Fra gli anni 1916 - 1923 l'edificio è lesionato dal terremoto e viene chiuso. Nell'occasione, oltre ai necessari restauri, viene installato l'impianto elettrico, sostituito il lampadario e ricavato il golfo mistico riducendo la lunghezza del palcoscenico. Nel 1923 dopo i restauri il Teatro riapre con l'opera Francesca da Rimini di Zandonai. Per la nuova inaugurazione viene commissionato un secondo sipario raffigurante Paolo e Francesca nell'atto di baciarsi.


Fra gli anni 1928 – 1931,  grazie ad un finanziamento, l'architetto Gaspare Rastelli completa il Ridotto (poi Sala Ressi) e la galleria al piano superiore senza seguire il progetto di Poletti, ma utilizzando stilemi neoclassici. Negli anni 1930-1943 il Teatro vive una fiorente stagione lirica che si conclude nella primavera del 1943. La pucciniana Madama Butterfly è l'ultima opera eseguita.

Il 28 dicembre 1943, nel corso di un bombardamento aereo, il Teatro è centrato dalle bombe che provocano il crollo del tetto della sala, ma non distruggono completamente la sala della musica.

Nell'immediato dopo guerra il Teatro viene occupato dai militari e poi, dai riminesi stessi, saccheggiato di arredamenti, mobilio, lampadari al fine di utilizzare i materiali per ricostruire le abitazioni distrutte dalla guerra. Nel 1947 il Teatro, semidistrutto, è dedicato al musicista Amintore Galli (1845-1919), critico musicale e compositore famoso a livello nazionale e mondiale, per il successo del suo inno del lavoratore con il testo scritto da Filippo Turati.

Nel 1975, viene realizzato il primo restauro dell'avancorpo del Teatro. E’ rinnovata la pavimentazione degli atri e delle sale laterali, consolidati con travi in ferro il piano e il soffitto della sala Ressi, restaurate le decorazioni e le pitture, impermeabilizzato l'esterno dell'edificio. Negli anni a seguire il Foyer viene utilizzato per lo svolgimento del Consiglio Comunale. Nel 1997, grazie a un finanziamento del Ministero dei Beni Culturali la Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna si provvede al  restauro delle facciate esterne, delle superfici decorate nella Sala delle Colonne e nella Sala Ressi e al rifacimento di alcune pavimentazioni . Nel 2010, dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli, viene approvato il progetto che prevede la  ricostruzione della Sala e del Palcoscenico, che viene così a sostituire il progetto di un teatro completamente nuovo che aveva vinto il concorso bandito dal Comune e firmato dall’architetto Adolfo Natalini (chiamato "Nicolini"), della scuola fiorentina. Fra gli anni 2010-2015, grazie al contributo economico della Regione Emilia-Romagna  - finanziamento Europeo POR FESR - viene realizzato un complesso e articolato intervento di restauro,  consolidamento e adeguamento funzionale del Foyer in grado di recepire anche le nuove esigenze legate alla ricostruzione di tutto il Teatro. Nel corso dei lavori viene realizzata anche la Sala Balletto a livello del 2^ sottotetto, prevista dall’architetto Luigi Poletti ma incompleta dal 1857. Nel 28 marzo 2015, conclusi i lavori di restauro iniziati nel 2010,  il Foyer viene consegnato alla città per essere utilizzato come contenitore culturale nell’attesa che si concluda la ricostruzione del Teatro Galli.



ph Andrea Scardova (IBC)

Il Teatro ‘Amintore Galli’ di Rimini torna ad alzare il suo sipario: a distanza di 27.333 giorni, 898 mesi, 75 anni il luogo della grande musica è stato restituito a Rimini e alla comunità riminese.  Il sipario si è riaperto sulla straordinaria voce di Cecilia Bartoli, mezzosoprano stella della lirica mondiale, che ha presentato la sua Cenerentola in forma semiscenica, accompagnata dai Musiciens du Prince. La meravigliosa favola della ragazza che dopo mille peripezie diventa principessa, quasi a simboleggiare il rinascimento del teatro riminese.


ph Riccardo Gallini